Io sono quella che non impara mai. Quella che si butta ancora prima di guardare che sotto ci sia un materasso, o una rete. Fin qui tutto bene? Ma il fin qui è passato da un pezzo. Raccogli i cocci, riporta a casa quel sorriso sbilenco, e ricomincia daccapo. Ce la facciamo sempre? Ce la facciamo sempre. In fondo lo sai, anche se ripeterlo non fa mai male. Sono altre le cose che.
A piene mani, raccolgo musica e briciole di biscotti. Apro finestre per farmi respirare. Cerco di essere brava in qualcosa che ancora non ho. Mi mantengo in allenamento, come quando da bambina giocavo a palla con mio padre.
Ricordo troppe cose, ne perdo tante altre, non so se quelle che trattengo siano più importanti o se si tratta semplicemente di "mnesimasochismo". Forse dovrei scrivere anch'io agli studiosi dell'Università di Irvine, magari gli interesserebbe studiare il caso.
Io sono quella che s'impegna, anche se alla fine lo sa che non ne valeva la pena. Troppo tempo passato a star ferma, troppo tempo passato a camminare, a volte senza sapere nemmeno verso dove. Gli occhi bruciano e lacrimano dietro le palpebre chiuse, sarà colpa delle immagini che si sovrappongono, dei ricordi che fanno attrito tra loro.
Perché sono così brava a farmi del male, perché ho sempre ragione? Il tempo, i minuti che passano, questo scandito andirivieni, a cosa vuoi che serva. Il tempo è la misura della lunghezza dei miei capelli, lo vedo passare sulle persone che tolgono sciarpe e cappotti ché ormai è quasi primavera. In me lo sento cristallizzarsi come zucchero che si posa sul fondo di una tazzina di caffé ormai freddo.
Come può un dono trasformarsi in una punizione? La mia punizione è essere quella che sono, ecco tutto. Quella che si sveglia col sole e guarda fuori dai finestrini dell'autobus le strade e le facce che scorrono veloci, quella che poi qualche ora dopo desidera solo un letto su cui potersi rannicchiare e una ricetta per imparare a spegnere i pensieri. Lasciare che il cervello vada in apnea, almeno per un po'.
Ci vuole così poco perché le piccole cose ti si ritorcano contro.
E ti chiedi da quanto tempo tu non fai una scoperta.
Fai sogni rassicuranti di cose che non vuoi. Il tuo cervello, così insolente e spietato durante la veglia, si fa perdonare proteggendoti nel sonno.
Morning News
Cose che non hai alcuna voglia di fare:
Prendere un treno, che ti riporterà nella tua nuova città e nella casa i cui ti senti in equilibrio precario (ti sta venendo una sorta di rigetto per i treni, davvero non ce la fai più)
Iniziare la trafila estenuante della "ragazza che cerca casa"
Essere costretta a prendere un altro treno la prossima settimana, e un altro quella dopo ancora, andare, venire, tornare, come una trottola impazzita, senza però poter andare in un posto dove valga davvero la pena stare.
Notizie della settimana (passata):
Hai letto (fonte: Internazionale) che il Signor Ikea, quel mattacchione, ha deciso di affibbiare nomi di località danesi agli elementi calpestabili di sua produzione, quindi pavimenti, parquet, tappeti & tappetini, e a quelli di infimo ordine, tipo, che so, le tavolette del cesso. I danesi sono parecchio incazzati.
Hai scoperto che il nome di Jens Lekman, che nella tua assoluta ignoranza e ingenuità credevi fosse Gens, si pronuncia invece Iens. Una giornata trascorsa senza la scoperta di qualcosa di nuovo è una giornata triste.
Sei tornata acasa piena di entusiasmo, con un gran sorriso, dicendo "ehi, gente, dovete assolutamente andare a cinema, a vedere Il Petroliere e ...Vecchi. Due film incredibili!" Ti piace poter condividere le cose belle con le persone che ami. Tua madre, tornata dal cinema dopo aver visto TWBB, ti ha guardato negli occhi e ha detto "sì, però tre ore, che film pesante, che palle". Stavi per metterti a piangere, e hai pregato con tutte le forze che ti confessassero di averti adottata.
La primavera è in ritardo, ma tu aspetti (im)paziente.