intermittente, e altre storie

mercoledì, 30 gennaio 2008

Respiro


Stamattina proprio non ci riesco. Resto immobile, in posizione orizzontale, raggomitolata su me stessa. La testa sotto il piumone, sento solo il mio respiro, regolare, e qualche rumore che proviene da fuori, attutito dalla massa morbida che mi avvolge. Non voglio aprire gli occhi, lasciarmi schiaffeggiare dalla luce inesorabile del mattino. Poi penso alle cose che devo fare, e anche se il mondo oggi andrebbe avanti anche senza di me, mi arrendo. Butto all'aria le coperte e mi espongo alla pungente penombra della stanza. Guardo il mio viso allo specchio, vi trovo una ruga di tristezza, e metto a fare il té.


Vorrei il profumo del caffé, svegliarmi con un sorriso per poterne ricevere un altro, vorrei che ci fosse sempre il sole per poter strizzare gli occhi felice e comprare un pasticcino alla frutta, vestiti leggeri che lasciano scoperte le braccia, aperte e pronte a ricevere qualcosa di bello. Avere quella canzone che mi ronza in testa, che mi mette di buonumore, anche se parla di qualcuno che cade.

Alla fine scendo di casa, e il pasticcino alla frutta me lo regalo da sola. Un pallido sole mi riscalda la schiena, sembra quasi che stia per arrivare la primavera. Guardo quello che mi circonda come se volessi farlo mio, i volti delle persone, i dolci nella vetrina, i mandarini sugli alberi, e un gatto bellissimo che gioca con una matita, e che riesce a strapparmi un sorriso.

scritto da: amilla alle ore 30/01/2008 12:33 | link | commenti
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lunedì, 28 gennaio 2008

"The whiskey is water, the water is wine"



Dalla finestra vedo il palazzo di fronte, con le sue finestre, le piante che crescono, i panni stesi al sole ad asciugare. Anche dall'altra casa (la mia prima casa, in verità) quello che vedo sono solo finestre e persone e uccelli in volo in un minuscolo rettangolo di cielo. Pensandoci bene, ho sempre avuto case dalla visuale ristretta. Una volta ho vissuto per quattro mesi in un rez-de-chaussée (vabbè, diciamo così, se vogliamo renderlo fico: in realtà era un basso, però bellino, dai). Solo una volta sono stata in una casa con una vista mozzafiato, dalla veranda si vedeva una distesa di tetti luccicanti e strade e persone e il castello e il fiume. La casa, per compensare, faceva schifo.

Quando mi viene voglia di scrivere cose che vorrei scrivere è sempre notte, io sono sotto il piumone e sto cercando di addormentarmi, ma siccome mi ci vuole del tempo, intanto penso, e penso, e mi vengono in mente un sacco di cose. Che io pensi troppo, già si sapeva. Ognuno ci ha i suoi problemi.

Intanto, ascolto un cd che ho comprato sabato sera quando sono andata a un concerto, bello, in un posto in cui non ero mai stata, bello pure questo. Ne porto ancora i segni semi-indelebili sul dorso della mano. Alla fine ci sono andata da sola, al concerto, ché mi hanno dato buca. Pensandoci bene, però, non era mica la prima volta che andassi a u concerto da sola. Anzi. Comunque, è stato piacevole. Anche se appena arrivata un tizio mi ha urtata facendomi versare sul braccio metà del mio gintonic. Ma io sono troppo buona, sorrido e dico "figurati". Intanto penso "mamm't". No, vabbè, poverino, non l'ha certo fatto apposta. Dicevo, bello il concerto, bello il posto, tantissima gente, fuori un gelo e un umido pazzesco e un fine serata surreale alla disperata ricerca di una maniera per tornare a casa. Ma alla fine ce la facciamo sempre, no?

Penso alle persone che mi circondano, alle persone di cui mi circondo e che si circondano di me. Vorrei scrivere una lettera a ognuno di loro, perché dal vivo ho paura di non saper dire, o di essere fraintesa. Anzi, vorrei saper scrivere una lettera a tutte le persone che conosco e che ho conosciuto, anche quelle che non ci sono più, quelle a cui non ho fatto in tempo a dire tante cose.

Vorrei avere più piedi, per andare lontano e non smarrire la strada del ritorno.
Vorrei avere più occhi per guardare sempre oltre.
Vorrei avere più mani, per poter toccare tutto ciò che c'è di bello.
Vorrei avere più voce, per poter cantare.


A volte vorrei solo che tutto fosse più semplice.

scritto da: amilla alle ore 28/01/2008 12:19 | link | commenti
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martedì, 01 gennaio 2008

Press Play


“So this is the new year, and Idon’t feel any different

The clanking of crystal, explosion off in the distance”



Odore di polvere da sparo, ma sono solo fuochi d’artificio. Fa freddo, fuori. Ma non qui. Ho messo il vestitino nero e i miei stivali preferiti. Voglio soltanto ballare. Ballare fino a non sentire più le gambe. Fino a non percepire più il mio cuore che batte. Sento i capelli che mi schiaffeggiano il viso. Tengo gli occhi chiusi. Chissà se mi stai guardando. Ma tanto sei lontano, non possiamo toccarci, ora raggiungerti sarebbe troppo difficile. Ma cavolo, quanto vorrei che fosse possibile. Farmi largo tra le persone, centinaia di persone, e piantare il mio sguardo nei tuoi occhi. Chissà cosa faresti, allora. Intanto, continuo a ballare. Sento i miei piedi muoversi, i muscoli fremere, mi lascio trasportare. Ho ancora gli occhi chiusi, sorrido, canticchio, e continuo a ballare. Tu sei ancora là?

scritto da: amilla alle ore 01/01/2008 15:28 | link | commenti
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