Rituale del mattino
Allora, non ti trovi in una macchina che sfreccia veloce a marcia indietro su uno svincolo autostradale o su un ponte di qualche città costiera, non devi salvarti da un incendio e non è il tuo compleanno. Cominci a sentire piuttosto le palpebre staccarsi dagli occhi, senti quasi il rumore che fanno, poi la sensazione, quella sensazione che corpo e cervello siano due cose distinte, e che il primo può permettersi il lusso di starsene altri dieci minuti a dormire mentre l'altro resta in ascolto. Cominci a muoverti nel letto, intrecci le mani e le senti fredde, e ti chiedi se il tuo corpo sia ancora tuo, o se magari nel sonno hai smarrito qualche pezzo, ma no, muovi i piedi, sono ancora due e sono ancora i tuoi, è tutto a posto.
Pian piano poi i rumori ti riportano alla realtà, come quella voce che senti provenire dalla parete su cui è accostato il tuo letto, è una mamma che sveglia una bambina, la chiama per andare a scuola, e la bambina ha il tuo stesso nome, e a volte nel sonno hai la sensazione che qualcuno chiami te e che farai tardi e che non hai studiato la lezione. Ti coglie un panico passeggero, grugnisci debolmente contro queste omonimie mattutine moleste e ti rigiri dall'altra parte.
Poi, una volta passato il malumore del risveglio, quando sai di essere in grado di prendere possesso dello spazio che ti circonda, abbandoni di malavoglia il tepore che ti avvolge, e guardi curiosa il giorno che è là, fuori dalla finestra, che è già iniziato da un po'. Allora metti su l'acqua e aspetti. Ti siedi, con in mano la tua tazza bollente, bevendo il té a piccoli sorsi. Forse l'unico momento della giornata in cui ti senti davvero in pace. Un nuovo giorno è iniziato, e lo celebri così.
Dopo aver visto tanta bellezza, l'unica cosa sensata da fare è infilarsi nel buoi di un piumino in cui ci si possa raggomitolare, dove non filtri luce e si coltivi l'antica arte del silenzio.
Credo che è quello che farò.
(le girandole, mioddio, migliaia di girandole)
Mi chiedo davvero chi me l'ha fatto fare. Un modo come un altro per mettersi alla prova, suppongo. Vediamo quanto dura.